Le azioni automobilistiche raggruppano le società quotate del settore auto: da un lato i costruttori di veicoli, dall’altro la componentistica che li rifornisce, per esempio i produttori di pneumatici. Tra i titoli italiani figurano Stellantis, Ferrari, Iveco e Pirelli (pneumatici); tra le società estere compaiono nomi come Volkswagen, BMW, Toyota e Tesla.
È un comparto storicamente ciclico: l’andamento dipende molto dal ciclo economico e dalla domanda di beni durevoli, perché l’acquisto di un’auto tende a essere rimandato nelle fasi di incertezza. La struttura industriale comporta elevati costi fissi e margini spesso contenuti. Il settore attraversa inoltre una trasformazione profonda verso l’elettrico (EV), che rappresenta al tempo stesso un’opportunità e un rischio competitivo. Include anche marchi premium e sportivi, le cui dinamiche si avvicinano a quelle del lusso.
Questa pagina elenca i titoli del settore con quotazione e variazione a scopo di riferimento: non è una classifica di acquisto né una raccomandazione.
8 titoli
| Nome | Simbolo | Area/Borsa | Prezzo | Var. % |
|---|---|---|---|---|
| BMW | BMW.DE | Germania / XETRA | EUR 58,14 | -0,24% |
| Ferrari | RACE.MI | Italia / Borsa Italiana | EUR 331,00 | +1,08% |
| Iveco Group | IVG.MI | Italia / Borsa Italiana | EUR 13,96 | 0,00% |
| Pirelli | PIRC.MI | Italia / Borsa Italiana | EUR 6,8800 | +2,99% |
| Stellantis | STLAM.MI | Italia / Borsa Italiana | EUR 4,8340 | +3,39% |
| Tesla | TSLA | USA / NASDAQ | USD 407,76 | +0,30% |
| Toyota | 7203.T | Giappone / TSE | JPY 2.823,00 | -0,04% |
| Volkswagen | VOW3.DE | Germania / XETRA | EUR 70,98 | -0,76% |
Tra i titoli italiani più noti ci sono Stellantis, Ferrari, Iveco e, nella componentistica, Pirelli per gli pneumatici. Sui mercati esteri figurano costruttori come Volkswagen, BMW, Toyota e Tesla. L’elenco in pagina mostra i titoli del settore con la relativa quotazione.
Perché la domanda di veicoli tende a seguire il ciclo economico: nelle fasi di incertezza l’acquisto di un bene durevole come l’auto viene spesso rimandato. A questo si aggiungono elevati costi fissi e margini spesso contenuti, che amplificano l’effetto del ciclo sui conti delle aziende.
La transizione verso l’elettrico sta modificando tecnologia, catena di fornitura e concorrenza. Per i costruttori è insieme un’opportunità di crescita e un rischio competitivo, perché cambiano costi, fornitori e nuovi rivali. È un fattore di trasformazione, non una previsione sull’andamento dei singoli titoli.
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