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Broker 13 min di lettura Aggiornato: 12/07/2026

Migliori broker in Italia a confronto

Confronto neutro tra Fineco, Directa, Trade Republic, Scalable e Degiro: vigilanza, fisco (sostituto d'imposta), costi e PAC.

La parola "migliori" applicata ai broker è quasi sempre fuorviante, perché uno strumento adatto a chi compra un ETF ogni mese non è lo stesso che serve a chi fa trading giornaliero o a chi vuole ridurre al minimo gli adempimenti fiscali. Confrontare Fineco, Directa, Trade Republic, Scalable Capital e Degiro serve a capire come sono fatti, non a incoronarne uno. La differenza che pesa di più, e che molti principianti scoprono solo dopo aver aperto il conto, non riguarda le commissioni ma la fiscalità: alcuni di questi intermediari fanno da sostituto d'imposta e si occupano loro delle tasse, altri no e lasciano l'onere della dichiarazione a te. Attenzione a un'idea diffusa e ormai superata: non è la nazionalità dell'intermediario a determinare il regime fiscale. Un intermediario estero che opera in Italia tramite una succursale può fare da sostituto d'imposta, ed è esattamente quello che è successo con Trade Republic dal 30 gennaio 2025.

Perché "migliore" non è una classifica

Un broker è un fornitore di servizi, e i servizi si valutano rispetto a un bisogno concreto. Chi investe piccole somme in modo automatico dà priorità ai costi bassi e ai piani di accumulo; chi opera spesso guarda alla piattaforma, all'esecuzione degli ordini e all'assistenza; chi ha poco tempo o poca dimestichezza con il fisco preferisce che sia l'intermediario a calcolare e versare le imposte. Nessuno di questi profili è "giusto" in assoluto, quindi in questa guida trovi caratteristiche oggettive e verificabili, non voti né raccomandazioni d'acquisto.

Vale anche la pena chiarire la natura giuridica di questi soggetti, che spesso viene confusa. Quattro dei cinque intermediari confrontati sono banche: Fineco è una banca italiana; Trade Republic Bank GmbH e Scalable Capital Bank GmbH sono banche tedesche; Degiro è il nome commerciale della succursale olandese di una banca tedesca. L'unico che non è una banca è Directa, che è una SIM (società di intermediazione mobiliare) italiana. Cambia invece il modello di servizio: c'è chi affianca al brokeraggio un conto corrente e una gamma bancaria completa, e chi si concentra sull'operatività sui mercati con un'app essenziale.

I cinque broker a confronto

La tabella seguente riassume cinque caratteristiche strutturali. Non è una graduatoria: le colonne descrivono come è organizzato ciascun intermediario, così puoi confrontare elementi omogenei senza dover incrociare pagine diverse.

Broker Natura giuridica / vigilanza Sostituto d'imposta Modello di costo PAC
Fineco Banca italiana (Banca d'Italia e Consob) Sì, in regime amministrato (regime predefinito, opzionabile) Banca e broker, commissioni per eseguito Disponibile su fondi ed ETF
Directa SIM italiana (Consob e Banca d'Italia) Sì, in regime amministrato (regime predefinito, opzionabile) Broker storico per il trading, commissioni per eseguito Disponibile
Trade Republic Banca tedesca (BaFin e Deutsche Bundesbank), operativa in Italia tramite succursale Sì, in regime amministrato dal 30 gennaio 2025 Nessuna commissione di negoziazione, con costi di regolamento esterno per operazione Piani di accumulo senza costi di esecuzione
Scalable Capital Banca tedesca con licenza BCE dal 10 settembre 2025 (BaFin e Deutsche Bundesbank) No: regime dichiarativo per i residenti fiscali in Italia Piano base gratuito e piani in abbonamento Disponibile
Degiro Succursale olandese della banca tedesca flatexDEGIRO Bank SE (BaFin; AFM e DNB per la succursale) No: regime dichiarativo Commissioni per ordine differenziate per mercato, più una commissione di gestione per operazione Non previsti piani di accumulo nel listino ufficiale

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Lo spartiacque vero: sostituto d'imposta o no

Quando vendi in guadagno o incassi un dividendo, in Italia scatta un'imposta (in generale il 26% sulle rendite finanziarie, con aliquota agevolata al 12,5% per i titoli di Stato di paesi in "white list"). La domanda è: chi la calcola e chi la versa? Qui i broker si dividono in due mondi — e, come vedrai, la linea di separazione non coincide con il confine nazionale.

Regime amministrato: ci pensa il broker

Nel regime amministrato l'intermediario agisce da sostituto d'imposta: a ogni operazione tassabile trattiene l'imposta dovuta e la versa all'Erario per tuo conto. Tu non compili nulla in dichiarazione per quelle plusvalenze, non devi tenere il conto delle minusvalenze a mano e non gestisci scadenze. Su questo fronte trovi oggi Fineco, Directa e — dal 30 gennaio 2025, tramite la sua succursale italiana — anche Trade Republic.

Due precisazioni utili. La prima: il regime amministrato è il regime predefinito, non l'unico possibile. Fineco e Directa lo attribuiscono automaticamente a chi apre un conto come persona fisica residente in Italia, ma il cliente può optare per il dichiarativo (in Directa il cambio va comunicato entro il 31 dicembre e vale dall'anno successivo). La seconda: chi era già cliente di Trade Republic prima del passaggio resta in regime dichiarativo per il periodo precedente la migrazione, quindi per quegli anni gli adempimenti restano a suo carico.

Regime dichiarativo: l'onere passa a te

Scalable Capital e Degiro non fanno da sostituto d'imposta in Italia e operano quindi in regime dichiarativo: gli utili sono tassati esattamente come nel caso precedente, ma sei tu a doverli riportare nella dichiarazione dei redditi e a calcolare l'imposta dovuta. In più, trattandosi di rapporti detenuti presso un intermediario estero, di norma vanno compilati il quadro RW (monitoraggio delle attività finanziarie all'estero) e assolta l'IVAFE, l'imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero — da non confondere con l'imposta di bollo, che è un tributo distinto applicato dagli intermediari italiani sui rapporti detenuti in Italia. Non è un'operazione impossibile, ma è un adempimento in più ogni anno, spesso gestito con l'aiuto di un commercialista o con i report fiscali che questi broker mettono a disposizione. Il funzionamento del quadro RW e del monitoraggio fiscale merita una trattazione dedicata, che trovi nella nostra guida specifica sul tema.

Il trade-off in una frase

Il compromesso vero è tra quanto risparmi in commissioni e quanto tempo o denaro spendi in adempimenti, e va misurato intermediario per intermediario: il costo dipende dallo strumento, dal mercato e dal listino del momento, non dalla nazionalità di chi te lo vende. Alcuni intermediari italiani applicano promozioni a zero commissioni su selezioni di ETF, anche in piano di accumulo, con scadenze definite; alcuni intermediari esteri chiedono in cambio del prezzo basso la gestione autonoma della dichiarazione. Vanno confrontati i listini vigenti e gli adempimenti effettivi, non le etichette. Chi muove cifre piccole e poche operazioni valuta diversamente da chi investe importi rilevanti o opera di frequente.

I due intermediari italiani

Fineco

Fineco è una banca italiana a tutti gli effetti: oltre al brokeraggio offre conto corrente, carta, bonifici e servizi bancari, tutto in un'unica app. Il modello unisce quindi servizi bancari e brokeraggio in un unico rapporto, con la gestione fiscale automatica per chi resta nel regime amministrato attribuito per impostazione predefinita. Il costo è a commissione per eseguito, con importi che variano per mercato e per tipologia di strumento; su alcune selezioni di ETF sono attive promozioni a zero commissioni di acquisto, con scadenze differenziate per emittente. Le condizioni economiche aggiornate vanno lette sul foglio informativo e sulle pagine ufficiali della banca.

Directa

Directa è una SIM italiana con una lunga storia nel trading online: è stato uno dei primi broker del Paese e mantiene un'impostazione orientata all'operatività sui mercati, con esecuzione diretta sul book di Borsa Italiana. Anche Directa attribuisce per impostazione predefinita il regime amministrato ai residenti fiscali italiani e in quel regime agisce da sostituto d'imposta, facendosi carico degli adempimenti. Il costo è a commissione, con condizioni pensate soprattutto per chi negozia con una certa frequenza. Rispetto a una banca generalista, l'esperienza è più focalizzata sugli strumenti di trading e meno sui servizi bancari accessori.

I tre intermediari esteri

Trade Republic

Trade Republic Bank GmbH è una banca tedesca a servizio completo, vigilata dalla BaFin e dalla Deutsche Bundesbank, che opera in Italia tramite la propria succursale italiana con sede a Milano. Il suo tratto distintivo è un modello di costo essenziale — nessuna commissione di negoziazione, con costi di regolamento esterno applicati per operazione — unito a piani di accumulo senza costi di esecuzione su un'ampia gamma di ETF e azioni: per questo è molto usato da chi investe piccole somme in modo ricorrente. Dal 30 gennaio 2025 agisce inoltre da sostituto d'imposta in regime amministrato: le imposte sono calcolate e versate direttamente, senza obbligo dichiarativo per queste posizioni. È il caso che smentisce l'equazione "estero uguale dichiarativo". Il listino completo e i costi di cambio valuta sono consultabili nella documentazione contrattuale messa a disposizione dalla banca.

Scalable Capital

Scalable Capital Bank GmbH ha ottenuto dalla Banca Centrale Europea la licenza bancaria piena il 10 settembre 2025: è quindi un ente creditizio vigilato da BaFin e Deutsche Bundesbank, non più soltanto un'app di investimento. Il modello prevede un piano base gratuito e uno o più piani in abbonamento che modificano le condizioni economiche di negoziazione, insieme a piani di accumulo e a un catalogo ampio di strumenti. Sul piano fiscale, per i residenti fiscali in Italia resta il regime dichiarativo: la banca agisce da sostituto d'imposta solo per i clienti tassati in Germania e mette a disposizione un report fiscale predisposto per la normativa italiana, ma l'adempimento — dichiarazione, quadro RW e IVAFE — resta a carico del cliente.

Degiro

Degiro non è una società olandese indipendente: è il nome commerciale di flatexDEGIRO Bank Dutch Branch, la succursale olandese della banca tedesca flatexDEGIRO Bank SE. Ne consegue che la vigilanza prudenziale principale è della BaFin tedesca, mentre la succursale olandese è registrata presso la DNB e sottoposta alla supervisione di AFM e DNB. È conosciuto per l'ampiezza dei mercati accessibili e per un listino a commissione per ordine, differenziato per mercato e strumento, a cui si aggiunge una commissione di gestione per operazione. Non è sostituto d'imposta in Italia — il centro assistenza ufficiale precisa che al momento non è in grado di emettere certificazioni fiscali italiane — con le consuete conseguenze in termini di dichiarazione e monitoraggio fiscale.

Come leggere i modelli di costo

I costi non si riducono alla singola commissione mostrata in home page. Per confrontarli in modo onesto conviene guardare più voci insieme:

  • Commissione di negoziazione: quanto paghi per comprare o vendere, e se è fissa, percentuale o a scaglioni.
  • Costo del PAC: alcuni broker azzerano la commissione sui piani di accumulo, altri la applicano, altri ancora non offrono piani automatici.
  • Cambio valuta: se compri strumenti in dollari o altre divise, può esserci una maggiorazione sul cambio.
  • Costi ricorrenti: canone di conto, eventuale abbonamento, bollo e imposte di deposito.
  • Costi di regolamento e servizi accessori: voci fisse per operazione, report fiscali, dati di mercato in tempo reale, assistenza.

C'è poi un costo che non compare in nessun listino: il tempo o la parcella del commercialista per la dichiarazione, se scegli un intermediario che non fa da sostituto d'imposta. È proprio il confronto tra costo esplicito e costo "nascosto" degli adempimenti a rendere il paragone meno banale di quanto sembri — e va fatto sul singolo intermediario, non sulla sua nazionalità.

Vigilanza e tutele: cosa cambia davvero

Tutti e cinque gli intermediari operano sotto la vigilanza di autorità europee: Banca d'Italia e Consob in Italia, BaFin e Deutsche Bundesbank in Germania (con la BCE per l'autorizzazione degli enti creditizi), AFM e DNB nei Paesi Bassi. Grazie al passaporto europeo, un intermediario autorizzato in uno Stato membro può operare negli altri Paesi dell'Unione, anche aprendo una succursale locale. Sul fronte delle tutele, i titoli che acquisti sono di tua proprietà e restano separati dal patrimonio dell'intermediario; esistono inoltre schemi di indennizzo degli investitori e di garanzia dei depositi, che però fanno capo al Paese d'origine dell'intermediario: per le banche italiane opera il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, per le banche tedesche lo schema tedesco (Entschädigungseinrichtung deutscher Banken), entrambi con una copertura standard europea di 100.000 euro per depositante. Un conto titoli non è un conto corrente: la garanzia sui depositi riguarda la liquidità, non il valore di mercato degli strumenti, che oscilla con i mercati. Verificare a quale schema aderisce il singolo broker, leggendo la sua documentazione ufficiale, è un passaggio sensato prima di aprire un conto.

Abbinare le caratteristiche alle proprie esigenze

Invece di cercare "il migliore", è più utile mettere in fila le domande che contano davvero per te. Quanto spesso pensi di operare? Investi cifre piccole e ricorrenti o importi consistenti e occasionali? Ti pesa compilare la dichiarazione o preferisci evitarla del tutto? Vuoi tutto in un'unica app bancaria o ti basta una piattaforma di solo investimento? Le risposte spostano il baricentro tra semplicità fiscale e costo contenuto, che oggi possono anche coincidere: la comodità del regime amministrato non è più appannaggio esclusivo degli intermediari italiani, e il prezzo basso non implica automaticamente un carico dichiarativo. Nessuna delle direzioni è sbagliata: dipende da quanto valore attribuisci al tempo, agli adempimenti e alle commissioni. Ricorda infine che condizioni economiche, regimi fiscali e cataloghi cambiano nel tempo — il caso di Trade Republic lo dimostra — quindi i dati vanno sempre verificati sui documenti ufficiali prima di decidere.

Domande frequenti

Qual è la differenza fiscale tra un broker italiano e uno estero?

La differenza non sta nella nazionalità ma nel fatto che l'intermediario agisca o meno da sostituto d'imposta. Fineco e Directa lo sono in regime amministrato: calcolano e versano loro le imposte sulle tue plusvalenze, senza che tu debba dichiararle. Lo è anche Trade Republic, che dal 30 gennaio 2025 opera in Italia tramite succursale italiana pur essendo una banca tedesca. Scalable Capital e Degiro invece non lo sono, quindi con loro lavori in regime dichiarativo: gli utili vanno riportati nella dichiarazione dei redditi e in genere va compilato anche il quadro RW. Le imposte dovute sono le stesse; cambia chi si occupa degli adempimenti.

I broker esteri come Trade Republic sono sicuri?

Trade Republic e Scalable Capital sono banche tedesche vigilate da BaFin e Deutsche Bundesbank; Degiro è la succursale olandese di una banca tedesca, vigilata dalla BaFin e supervisionata da AFM e DNB nei Paesi Bassi. Tutti possono offrire i loro servizi in Italia grazie al passaporto europeo. I titoli acquistati restano di tua proprietà e separati dal patrimonio dell'intermediario, e la liquidità è coperta dallo schema di garanzia dei depositi del Paese d'origine, con il massimale europeo di 100.000 euro. La sicurezza regolamentare, però, non elimina il rischio di mercato: il valore degli strumenti può salire o scendere.

Con un broker estero devo fare la dichiarazione dei redditi?

Dipende dall'intermediario, non dal fatto che sia estero. Con Scalable Capital e Degiro sì: non fanno da sostituto d'imposta in Italia, quindi sei tu a dover dichiarare plusvalenze e dividendi, a calcolare l'imposta e, di norma, a compilare il quadro RW e assolvere l'IVAFE. Con Trade Republic no, per le posizioni successive al passaggio al regime amministrato del 30 gennaio 2025, perché la succursale italiana trattiene e versa le imposte. Chi era cliente prima di quella data deve comunque sistemare gli anni precedenti in dichiarativo.

Posso avere più broker contemporaneamente?

Sì, non c'è alcun limite ad avere più conti presso intermediari diversi, ed è una scelta comune per usare ciascuno secondo il suo punto di forza. Occorre però tenere presente che ogni intermediario che non fa da sostituto d'imposta comporta i propri adempimenti dichiarativi e che le minusvalenze maturate su un intermediario non si compensano automaticamente con le plusvalenze realizzate su un altro. Una buona organizzazione dei documenti fiscali aiuta a evitare errori.

Fonti e riferimenti: per il regime fiscale di Trade Republic in Italia, il comunicato stampa ufficiale della banca del 30 gennaio 2025 sul lancio della succursale italiana e la sezione "Fiscalità (regime amministrato)" del suo centro assistenza; per la licenza bancaria di Scalable Capital, il comunicato societario del 10 settembre 2025 e il foglio informativo ex art. 116 TUB; per la struttura societaria e la vigilanza di Degiro, la scheda "Chi regola DEGIRO?" del centro assistenza ufficiale; per il regime amministrato e la sua opzionabilità, le pagine ufficiali di Fineco e Directa sulla fiscalità; per il trattamento delle rendite finanziarie, il quadro RW e l'IVAFE, le indicazioni dell'Agenzia delle Entrate e la normativa vigente sul monitoraggio fiscale; per la vigilanza sugli intermediari, Banca d'Italia e Consob in Italia, BaFin e Deutsche Bundesbank in Germania, AFM e DNB nei Paesi Bassi; per il quadro europeo dei servizi di investimento e delle tutele, la disciplina MiFID e gli schemi nazionali di garanzia dei depositi e di indennizzo degli investitori. Le condizioni economiche, i cataloghi e i regimi fiscali vanno sempre verificati sui siti ufficiali dei singoli broker e delle autorità competenti.

Contenuto a scopo informativo, non è consulenza finanziaria o fiscale. Verifica sempre le fonti ufficiali e, per la tua situazione specifica, rivolgiti a un consulente o commercialista abilitato.

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